Precisiamo: nella mia vita non è cambiato molto senonché mi sono svegliata da un lungo torpore.
A marzo.
Ora ho intenzione di ricominciare a scrivere pubblicamente.
Perché privatamente non ho mai smesso.
Ho scaraventato a terra quel maledetto carillon.
Spaccandolo in mille pezzi.
E ho preso a martellate il meccanismo che continuava a suonare.
Ovviamente come se dovessi recuperare i mesi ormai inghiottiti dalla vita ho fatto tutto.
Ho fatto troppo.
Adesso delicatamente cerco di dosare i pesetti sui due piatti della bilancia.
Amo piangere.
Quanto è bello essere felici.
Anche essere tristi.
Ridere, gridare, straziarsi, entusiasmarsi!
Amo ESSERE.
Te ne accorgi solo dopo un periodo di non essere.
La negazione della vita.
Un buco nero che risucchia emozioni, parole, linfa.
E quando ti accorgi di essere sull'orlo di quel baratro grida!
Chiedi aiuto, non fare la stronza: non sei wonder woman.
Ci cadi dentro idiota.
Cadendo perdi ogni cognizione della tua vita.
E non dire che stai bene perché stai morendo.
E non te ne accorgi.
Non credere di essere tornata in superficie se vedi una luce.
E' solo un riflesso e sei sempre più in fondo.
Non pregare di toccare il fondo per tornare sopra.
Potrebbe non esserci.
Se mai dovesse ricapitare griderò talmente forte che lo tappo con una frana quel buco!
Visualizzazioni totali
lunedì 29 novembre 1999
JUST TO BE
Forse tutti sanno che...
Anche se bisognerebbe dirlo.
Ogni tanto cerchi di ricordare da quanto non piangi.
E ti ricordi improvvisamente che, negli ultimi tempi, ti commuovi davanti al più idiota dei telefilm.
Così scopri che le lacrime sanno sempre come trovare l'uscita.
GenialMente
Perché non ci hanno mai veramente pensato, perché possono scegliere una volta sola e, è noto, operare una scelta è una cosa estremamente difficile nonostante tutto quello che si dica.
Per cominciare è necessario pensare bene a chi si è, come si è, cosa si vuole, dove si va e tutte le problematiche connesse.
Poi bisogna immaginare di trovare la famosissima lampada magica, quella Geniomunita.
Ora, senza essere dei ladri straccioni come Aladino, siete perfettamente coscienti che il genio domiciliato nella lampada (non necessariamente blu e con la voce di Gigi Proietti) può esprimere TRE DESIDERI (e solamente TRE).
Le uniche condizioni da soddisfare sono le seguenti:
1. Non si può spendere un desiderio per chiedere che ogni altro desiderio venga esaudito;
2. non si può desiderare che qualcuno muoia / venga ucciso;
3. non si può chiedere di far innamorare qualcuno di qualcun altro o di se stessi.
A questo punto le regole le sai e possiamo giocare.
Solo tre desideri.
Solo una volta nella vita.
Quali desideri esprimeresti?
PontePonentePontePi
E lo sapevo io!
La questione è presto esposta: avendo un nuovo lavoro tutto pensavo fuorché di essere libera il 24 aprile.
Invece che accade?
Che l'ufficio chiude!
Chiude così senza dire niente e quindi io non avendo il luogo in cui praticare non posso lavorare!
E' appena sfumata la possibilità di andare ad Ischia, ultima spiaggia, grazie a un amico ma, ovviamente, non c'era più posto.
Dal momento che non avevo prenotato nulla ora rischio di ritrovarmi al chiodo per quattro giorni.
Uffaaaaaaaaaaa!
Si accettano suggerimenti: anche se vivo nella più bella città del mondo avrei tanto voluto staccare.
Divagazione onirica
E' oramai parecchio tempo che dormendo o meno non ricordo i miei sogni.
Temo di sbagliare quando non me ne preoccupo.
Temo anche di sapere perché ciò avviene: appena apro gli occhi guardo l'ora e mi catapulto dal letto alla doccia.
Ad aggravare la situazione ci si mette sia il fatto che mi sveglio nel corso della notte, sia il desiderio di ricordare il sogno.
Lo ammetto: mi dà un enorme fastidio sentirmi disgiunta da quella parte.
E' come se non mi volesse rivolgere la parola, le ho forse fatto qualcosa?
NdS: Lo avevo detto che era una divagazione!
Il suonato mondo di Sol / 1
Prima puntata: Principi della Solsofia di coppia
Quello che, chi mi conosce un po', definisce l'universo parallelo in cui vivo.
Ispirato a "Il favoloso mondo di Amelie" è arrivato lo spunto per questo post.
Nel suonato mondo di Sol le persone si innamorano, come d'altronde avviene - almeno pare - anche sul pianeta Terra.
Quel che sulla Terra non accade è che due persone innamorate tendono a non tradirsi.
Nella Solsofia di coppia sono presenti tre principi relativi ad un rapporto di coppia:
- Se due persone mentalmente sane stanno insieme lo fanno perché si amano
(altrimenti si tratterebbe di masochismo: perché cazzo dovresti dividere la tua vita o parte di essa con una persona che non ami?) - Se due persone mentalmente sane stanno insieme e quindi si amano fanno sesso insieme
(mi pare non ci siano dubbi su questo punto, no?) - Se due persone mentalmente sane stanno insieme quindi si amano, quindi fanno sesso non riesconono nemmeno a pensare ad andare a letto con un'altra persona (comportamento volgarmente denominato "mettere le corna" o banalmente detto "tradimento").
Ora nel suonato mondo di Sol non è che nessuno tradisce nessuno
[N.d.S. (nota di Sol): la stessa autrice del post nel suo suonato mondo deteneva il record del più pesante cesto di lumache sito sulla sua testolina]
ma, nella maggior parte dei casi, dati i principi sopraesposti ciò non avviene: soprattutto sulla base del primo che riconosce all'amore il ruolo dominante nella formazione di una coppia.
Personalmente non starei mai con un uomo che non amo o con un uomo che amo ma che penso potrebbe tradirmi, presumo che il fatto che io mi fidi ciecamente del mio uomo e non pensi minimamente che possa scoparsi un'altra mentre ha una relazione con me favorisca le possibilità che effettivamente ossee protuberanze spuntino sulla mia capoccia.
Ma tant'è: se sto con un uomo lo amo, ci vado a letto e, soprattutto, gode di un'indiscussa esclusiva.
Fifty-Fifty
No, no riesco a gioire: sono perplessa e preoccupata.
Quegli exit polls sembrano fatti su Marte!
Un distacco dello 0,1% alla Camera e di due Senatori (per il voto dell'Estero).
Correggetemi se sbaglio ma a me pare che Prodi abbia vinto proprio grazie alla nuova legge elettorale.
Forza Italia resta il primo partito con quasi un quarto dei voti.
Metà dell'Italia è soddisfatta di come è andata l'ultima legislatura?
Pare proprio di sì!
Spiegatemi: si può governare in queste condizioni?
Epidemia
Nel corso dell'ultimo anno numerosi amici e conoscenti sono stati colpiti in larga parte dal morbus coniugandi.
Si sposano qui, pranzano lì, si mettono in stato interessante, partoriscono, etc.
Ovviamente va benissimo, quel che non capisco è perché lo stanno facendo tutti a distanza di pochi mesi gli uni dagli altri.
Nemmeno a dire che si conoscono tutti e lo fanno per far giocare i bimbi tra loro.
Tutto ciò mi induce a riflettere sulla mia giovane età (il primo che ride lo tumefaccio!).
Oltre a trovare l'uomo della mia vita (condizione - pare - imprescindibile), prima di prendere decisioni affrettate, aspetterò che si sposino almeno lei e lei!
[Ora dovrei stare tranquilla per un po']
Attesa
Cremonini mente!
Non sono uguali! Non lo sono per niente.
Uomini e donne presentano evidenti differenze e non solo fisiche.
Addirittura differenze connaturate nell'aspetto genetico e fisiologico dell'individuo.
Il Dottor Lawerence le mostra nel campo della ricerca scientifica.
Perché se tra gli studenti universitari prevale la componenente femminile nei posti di responsabilità la situazione risulta completamente capovolta?
Cosa accade?
Secondo il Professore dipende da un atteggiamento discriminatorio sul posto di lavoro e dal radicato convincimento che sia la donna a dover far prevalere sempre il ruolo di madre su quello di professionista.
[Lawerence PA. Men, women and ghosts in science. PLoS Biology 2006; 4(1):0013-15]
Quante volte ce l'hanno propinata questa storia?
O puttana o sposa; o madre o in carriera... Ci mancavano solo le evidences scientifiche!
Giusto per ricordare che a sentirci un po' discriminate non avevamo proprio torto.
XX Settembre
Come i Bersaglieri espugnarono Porta Pia sono riuscita ad espugnare Splinder!
Nemmeno mi riconosceva!
Non ci si può assentare un attimo che lei e lui si sono trasferiti a due ore da qui e ancora non hanno visitato la capitale.
Stella trasloca, mi fa la cometa. Torna, non torna...
Qualcuno sparisce qualcuno resiste...
Ok, non riesco a mettere il link di tutti anche perché devo leggere quello che avete scritto negli ultimi tempi.
Non credo basterà una notte.
Che suoni la fanfara!
BENTROVATI!
Carillon
Quelli con dentro il carillon: come sollevi il coperchio parte sempre la stessa musica.
Il magico rotolino con quelle sporgenze che fanno vibrare le lamelle di metallo che riproducono una nota.
Da Love Story a Il bel Danubio blu.
Ma ogni cofanetto ha solo una musica.
Il carillon ha bisogno di un unico meccanico gesto: essere caricato.
Più si gira la farfalla collegata al rocchetto e più velocemente suona la musica.
Ridicolmente accelerata o tristemente rallentata.
Quando sta per finire la carica, la musica agonizza e infiniti istanti trascorrono tra una nota e l'altra.
Mi hanno sempre fatto un'infinita tristezza i carillon.
Come i clown.
Da piccola sia gli uni sia gli altri mi facevano piangere.
Per tristezza, non per paura.
Ci riuscissi ancora!
Forse, come allora, troverei il coraggio di individuare il malefico meccanismo ed estirparlo.
Per aprire la scatola a mio piacimento.
Una scatola silenziosa.
Con musica che viene da fuori e cambia di volta in volta.
Riflessi
Questo non è il mio viso.
Non sorride.
A malapena quei due grossi buchi neri, quelli che si intravedono dalle aperture a mandorla, ricordano i miei occhi.
Però non so se sono loro: non hanno alcuna luce.
Questa non è la mia pelle.
Non ha il mio odore di salsedine e di agrumi.
E' dolce, mi da' la nausea.
Non ha il sapore dell'acqua di mare.
Non è mia! Riuscissi a strapparmela di dosso.
Ma anche se fossi in grado di buttare l'involucro dovrei liberarmi della mente.
Non è mia nemmeno lei.
Contraddice se stessa, stenta a decidere, rifiuta di riflettere.
Non ascolta più la "pancia": fa esattamente il contrario di quanto le dice.
Realizza desideri di altri, pensa pensieri di altri, esegue ordini di altri.
Il minimo indispensabile della fatica.
Non sono io.
Non ho il controllo.
Non ho il coraggio di fermarmi.
Non ho la volontà di proseguire.
Non ho la forza di alzare la testa per guardare se c'è qualcosa o qualcuno intorno.
Consumata dall'ignavia.
Non riesco a far altro che restare qui rannicchiata.
In silenzio.
Al buio.
Aspettando che accada qualcosa.
Cronaca narrata da un disco rotto
C'è il sole e lo stupore mi coglie.
L'ora solare, eccola qual è!
Le 7.00 del mattino.
Ancora maggior stupore non incontrare traffico nel tratto che percorro in autobus (uscendo dalla mitica linea blu della metro) per raggiungere l'ufficio.
Perplessa - e abbastanza rincoglionita da farmi venire il dubbio - chiedo l'ora al barista mentre mi prepara il caffè.
Conferma: sono sintonizzata sull'ora della capitale.
La famosa ottobrata romana che volge al termine: una giornata magnifica. Piena di sole.
Il musetto si china sulla scrivania e ivi resta per alcune ore.
Pausa pranzo, sigaretta.
Gli occhioni tornano sul monitor e se ne staccano alle 18.00.
Uscita.
Porca miseria!
Stupore di nuovo: è buio!
Eccola la fregatura. Mi ricordavo che aveva delle controindicazioni.
No, non me ne ero accorta ieri: non uscivo di casa da venerdì.
Da quando ero uscita dall'ufficio.
Volevo far passare il raffreddore e mi sono impigrottita a casa.
Raggiungo la metropolitana alle 18.30.
Al solito passo una quarantina di minuti sottoterra.
Leggo fermate che mi ricordano la magnificenza della mia città: San Paolo, Piramide, Circo Massimo, Colosseo...
Quando le fermate prendono nomi molto meno magnificenti ci avviciniamo a casa mia.
Scendo dal vagone e salgo tre rampe di scale.
Esco dalla fermata.
Non vedo un cavolo! E' notte.
Arrivo a casa.
Mi lavo.
Mangio.
Leggo i post dei miei blogger preferiti.
Lascio qualche commento.
Decido di scrivere.
Mi trovo alla fine del post e mi accorgo che non ho niente da dire.
Ultimamente ripeto, in forma diversa, le stesse cose.
La stessa cosa.
Rileggo e rifletto un po'.
Passo tre ore della giornata per andare e tornare dall'ufficio.
Ivi ne trascorro altre nove (otto più una di pausa pranzo).
Dodici ore.
Sette ne dormo (più spesso sei, ma non conta ora).
Diciannove.
Un'ora per prepararmi quando mi alzo.
Venti.
Restano quattro ore.
Quelle che mi fanno rodere il culo.
Quelle in cui riesco a non fare nulla.
No, non solo quelle quattro ore.
Ho l'intero sabato e tutta la domenica.
Occorre non sottovalutare la straordinaria capacità che ho di chiudermi a casa.
Di non uscire.
Esco in quei giorni solo quando il week end lavoro.
Ricordate i vecchi dischi in vinile?
E i giradisci, quelli col braccino e la puntina.
Il disco si è rotto e si ripete sempre la stessa frase musicale.
Insopportabile.
Guai ad abituarcisi.
Ricordate...
All work and no play makes Jack a dull boy.
All work and no play makes Jack a dull boy.
All work and no play makes Jack a dull boy.
All work and no play makes Jack a dull boy.
Dico sempre che voglio rompere quel disco.
Non lo faccio mai.
Non sollevo neanche la puntina.
Mi sono abituata.
No, non è solo questo!
Ho paura.
Non so se più del silenzio o di sentire il resto della canzone.
Opterei per la seconda, conoscendomi.
Non perché tema le novità.
Ho paura che sul mio disco non sia inciso il resto della canzone.
Nota di Sol: Volevo scrivere il solito post di cronaca in cui non dicevo un cazzo, magari era noioso, innoquo ma non triste. Quello che ho scritto mi si è modificato tra le dita, tra i tasti di un Notebook. Resta così: un post con due volti, non opposti come sembra.
Etccì!
Dopo la dura battaglia con il virus intestinale ora mi trovo con uno splendido raffreddore.
E mentre John ci illumina sul destino della mezza stagione, io vivo escursioni termiche di vario genere tra autobus e metropolitane.
In tali mezzi pubblici, infatti, è possibile godere di tutti gli effetti di una sauna al costo di un euro (per una durata di 75 minuti che, a Roma, non sono mai sufficienti a raggiungere la meta - qualunque essa sia) o di trenta euro al mese e puoi prendere tutti quelli che vuoi.
Anche ininterrottammente, uno di seguito all'altro.
Anche non scendere mai e fare da capolinea a capolinea e tornare al primo capolinea.
Insieme alla sauna, l'offerta comprende odori, colori, suoni, immagini della più varia umanità (e questo non ha prezzo) ed ogni tipo di virus la medesima varia umanità conduca con sè.
Nel caso in cui schivassi virus e batteri - perché hai anticorpi con i controcoglioni (che, si ricorda, non sono gli iscritti ai club di Forza Italia) - uscendo dalla sauna... Intendevo dire, scendendo dal mezzo, potresti vivere un'escursione termica di quindici gradi e, magicamente, raffreddarti.
Tutto ciò mi ricorda una cosa, chissà se la rammenta anche a voi:
Basta che ti scappa uno starnuto, Etccì!
che diventa subito un amico, Etcciù!
qualche volta un naso raffreddato, Etccì!
vale quel tesoro che cerchi tu.
Loading
Barra che scorre.
Loading...
Sto caricando.
Cosa sto caricando?
Sono tornata al lavoro ma devo riprendere il ritmo: le dodici ore fuori casa mi hanno sderenato.
Alle 6.30 di questa mattina è suonata la sveglia.
Il mal di testa mi ha fatto notare che se non prendevo subito qualcosa non mi sarei alzata.
Ho preso qualcosa che mi ha fatto stare col mal di stomaco fino alle 10.
Nel mentre ho ingurgitato: un multivitaminico, due pasticche per la tiroide e una fiala di fermenti batterico intestinali vivi.
Pranzato con quattro, dico ben quattro fette biscottate integrali.
Pomeriggio alla moviola nel corso del quale deglutisco di nuovo la farmacia portatile.
Tornata a casa sbrano 300 grammi di vitella cotti alla piastra con due fette di pane (integrale, certo!).
Decido di vedere un film ma, come nella migliore delle tradizioni, trascorro tre ore tra posta elettronica, blog e varie.
Penso a cosa devo fare domani.
Ma dove cazzo è finito oggi?
Mi ha fregato un'altra volta: è passato!
Loading...
Non posso ancora usare il telecomando, non posso spingere Play.
Vorrei solo che sullo schermo non apparisse la scritta No disk.
In quel caso il fatto che il disco non ci sia o che non sia compatibile è indifferente.
Voglio il menu: voglio scegliere!
ViralMente
Mi ha steso torcendo e vuotando ogni singolo organo si trovasse tra l'esofago e l'intestino.
L'attacco è perdurato incessantemente fino alle h.6.00.
Mercoledì h.7.00 la temperatura è di 37,3°
H. 9.30: la temperatura è salita a 38,6°.
H.13.00 un missile di Tachipirina si spara nel vuoto.
h. 16.00 temperatura a 38.5°
Secondo attacco di Tachipirina assesta la temperatura a circa 38°.
La giornata alterna il sonno alla veglia, impossibile essere più precisi su quanto accade dopo.
Ho avuto una serie di allucinazioni:
1. un annuncio di matrimonio che, oggi, giurano di non avermi mai fatto;
2. mia madre che il giorno dopo ha sostenuto che gli avessi chiesto cinque litri di brodo di pollo (in bottiglie da un litro),
3. un'amica che mi veniva a trovare (ed era a Milano).
Giovedì mattina credevo di essere il mostro di Lockness.
E non mi ero ancora vista allo specchio (se lo avessi fatto avrei creduto solo direttamente che il demone di Maga Magò si fosse impossessato di me), ma per il lago di sudore nel quale versavo al risveglio.
Alla misurazione della temperatura il termometro segna 35.3°.
Possibili spiegazioni: si è rotto lo strumento, l'ho messo male, l'ascella è troppo sudata, sono morta.
Tutto il giorno e un'ora col medico per capire che è possibile avere meno di 36°.
Soprattutto se, quando ti misurano la pressione, la minima è sotto i 50.
Decido di passare il tempo guardando la trilogia di Matrix.
Tutta di fila.
Venerdì (oggi) mi sono proprio scoglionata.
Mi aggiro tra i 35,8° e i 36,3°.
Nel frigo ho due bottiglie di brodo di pollo.
In crisi da coccole mi sparo due film di animazione.
Ho mal di testa, mal di ossa e sento i miei organi interni che cercano pace.
Mi sento una bestia in gabbia.
Contemporaneamente mi rendo conto di non riuscire a resistere a lungo in piedi.
Decido di trasformarmi in Rambo femmina (dire Ramba fa troppo pornostar per quelli della mia generazione).
Armata di bazooka all'Enterogermina mi accingo a ripristinare la flora batterica intestinale sterminata dai paravirus d'assalto.
Con granate al Supradin nutro quei quattro muscoli che, già atrofizzati dal lavoro di scrivania, rischiavano il decubito.
Con il Kalashnikov caricato a Creatina non ho capito bene che ci devo fare ma, non si sa mai può sempre servire, sparo un colpo al giorno.
Non aspetterò di vedere il bianco degli occhi di quello stronzo di paravirus prima di colpire.
Buoni Spropositi
Prendo una decisione.
Difficile come ogni scelta.
Dolorosa come tutte quelle cose per le quali, in realtà, da decidere ho ben poco.
Sono semplici prese di coscienza di qualcosa che non posso cambiare.
Siccome non posso cambiarlo lo devo accettare.
E, nonostante, possa sembrare più logico e razionale ammettere di accettare (o rifiutare) una situazione immutabile, contorti motivi psichici mi fanno preferire pensare che si tratti di una decisione.
Magari pure maturata, ponderata.
Di una scelta.
Lo so che non lo è.
Quindi faccio anche una fatica mortale a convincermi che lo sia.
Fatica dovuta a quella parte di me consapevole che non devo convincermi di niente.
Fatica per decidere di fare quello che non vuoi.
E' talmente lineare che spiegarlo lo fa diventare complesso.
Un esempio?
E' come se avessi deciso di dire "Basta" e, aprendo la bocca, al momento di manifestare la tanto sofferta scelta, dicessi "Ancora".
Rileggendo il post mi sono resa conto che è talmente introspettivo (o è talmente una cazzata) da risultare quasi incomprensibile.
Ma siccome mi è venuto di getto e dal momento che questo è il MIO blog non avete potere decisionale e, di conseguenza, resta!
La magica pallina
Nei tratti scoperti e nel corso di quelli in autobus a farmi compagnia è la radio.
Notoriamente le emittenti radiofoniche trasmettono canzoni.
Particolarmente conosciuto è il fenomeno secondo il quale la radio ha la capacità di intercettare i tuoi pensieri e rimandarteli indietro sotto forma di musica.
E mette una canzone.
E ti convinci di avere un potere divinatorio, di essere unto e impanato da qualche essere supremo per cui chi mette i dischi in quel buco di stazione radio sa a cosa stai pensando.
Ovviamente quel pezzo passerà a rotazione ogni ora.
Ma chissenefrega.
Adesso sono sintonizzata io e questo pezzo è mio.
E' una di quelle canzoni di cui non ho mai ascoltato il testo, a cui non ho mai prestato attenzione.
Forse perché non amo particolarmente il cantante.
Forse perché non mi piace proprio.
Ma stavolta sento una frase.
Dotata di una propria volontà subdolamente si infila nell'orecchio e raggiunge la scatola cranica.
Non accontentandosi comincia a risuonare e ripetersi.
Si comporta come la pallina magica.
Ve la ricordate? Tutta colorata.
La schiantavi a terra e rimbalzava sul soffitto.
Se mancava il lampadario colpiva un quadro.
Insomma, danni ne faceva sempre.
Già, una frase come la palla magica.
Rimbalzando tra l'osso occipitale e le tempie incontra nel suo percorso anche qualche neurone.
Non indagando se lo frantumi semplicemente o lo faccia tamponare con un altro neurone sta di fatto che mette in moto un pensiero.
A questo punto ha vinto.
Mi costringe a pormi l'annoso quesito.
Qual è la prima cosa che penso al mattino aprendo gli occhi?
E qual è l'ultima, quella che mi accompagna tra le braccia di Morfeo?
Nel mio caso il primo e l'ultimo pensiero coincidono.
Come nella canzone.
Comincio a preoccuparmi sul serio.
Cerco la manopola per cambiare canale nella scatola cranica.
Se qualcuno sa dove si trova è pregato di comunicarmelo.
Se, per voi, il primo e l'ultimo pensiero della giornata coincidono ditemelo.
Potrei tranquillizzarmi.
O, comunque, rassegnarmi definitivamente.
Omaggio alla Superba
Con quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c'inghiotte e non torniamo più.
Eppur parenti siamo un po'
di quella gente che c'è lì
che in fondo in fondo è come noi, selvatica,
ma che paura ci fa quel mare scuro
che si muove anche di notte e non sta fermo mai.
............................
Ma quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l'annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po' randagi ci sentiamo noi.
..............................
Con quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c'inghiotte e non torniamo più.
(Paolo Conte)
Mi sento
Un'ora di viaggio in metropolitana per raggiungere l'ufficio.
Le cuffie del lettore mp3 nelle orecchie, gli occhiali da sole inforcati.
No, non c'è sole nella metropolitana.
Ma questa mattina non voglio vedere o sentire nulla.
Solo me.
Mi sento, anche se non capisco tutto quello che mi dico.
Mi voglio bene.
MutaMente
Non mi ricordo il titolo, nemmeno voglio andarlo a cercare su google, non serve il titolo adesso.
Sto cambiando, mi vedo: cambio!
Non sobbalzo più quando squilla il telefono, prendo in giro il mio ex se mi chiama e lui si incazza, mi prende in giro un altro ex e mi incazzo io, faccio un lavoro completamente diverso, mi faccio i regali. E adesso... Ho pure una ragazza che mi aiuta con i lavori domestici.
Sto eliminando tutte le possibili scuse per non vivere.
Occhio non vede
Appena finita di mangiare la pizza con alcuni amici, alcune ragazze del gruppo mi parlano del cameriere che mi ha portato la seconda birra.
Sostengono avesse un bel fisico, degli allenatissimi bicipiti nonché un bel viso.
Non è la prima volta che mi capita ma io NON ho visto niente.
Ho solo detto che la birra era la mia.
Nell'ottica della "percezione selettiva" non so se preoccuparmi o meno.
Già: non li vedo in spiaggia, non li vedo in pizzeria, non li vedo e basta!
Prima o poi ricomincerò a guardare, ma non ora.
Gioco di vocale
- Sono incappata in una delle mostre della manifestazione FotoGrafia. Si trattava di un fotografo cèco, emozionante!
- Cieco? Immagino: altro che teste tagliate, inquadrature ardite!
* scherzava... Credo!
Consigli di uomini maschi
Uomo 1
- Dove mi consiglieresti di andare in vacanza quest'estate?
- Con chi?
- Da sola.
- Eh? Da sola?
- Sì!
- Aaaaahhhh, ho capito: Palma de Majorca o Ibiza. Trovi sicuramente movimento e uomini!
- Rimorchio? Ma mica voglio passare le vacanze a rimorchiare sconosciuti.
- Conosciuti dici che non te ne porti!
- ...
Uomo 2
- Se fossi una ragazza single dove andresti in vacanza quest'estate?
- In un qualunque villaggio turistico.
- Quelli "All inclusive""?
- Sì
- Ci avevo pensato: posso fare sport, organizzano escursioni...
- Puoi farti tutti gli animatori!
- ...
Ferie, queste sconosciute
Per la prima volta nella mia vita so esattamente adesso quando avrò le ferie estive.
Non mi era mai successo di dover prenotare così in anticipo.
"Dover" perché sono gli unici giorni che avrò in tutto l'anno.
Ammetto: mi fa un po' impressione.
Dove andare da sola?
Comincio a guardare in giro.
Rio de Pedralada
Dopo una settimana inenarrabile (e ve la risparmi con tutto il cuore) mi sono dedidata a
1. un venerdì cinema con "Notte prima degli esami";
2. un sabato pub allo Smoker's di San Lorenzo;
3. una domenica carnascialesca a guardare i carri del Gran Carnevale Romano e la nascita di Tiburtello (se qualcuno poi mi spiega il recondito significato di questa maschera mi fa una cortesia).
Siccome sono debole di cuore, non sono andata a vedere IL Derby ma ho appreso con estremo piacere il risultato.
Non so se mi sono riposata perché oggi sinceramente non sarei uscita dal letto.
E' un periodo di attesa, di domande senza risposta, di dubbi.
Mi sembra di aver esaurito le energie e cerco la presa in cui infilare le dita per ricaricarmi.
La troverò, lo so!
Quo Vadis?
Individuo: Sol dissociata
Mezzo di trasporto: trasporti pubblici della Capitale
Durata della settimana : incerta
Durata della giornata: non disponibile
AGENDA
Lunedì
9.00-15.00 Ufficio 1
16.00 - 19.00 Riunione 1
Martedì
11.00 - 12.30 Riunione 2
12.30 - 14.00 Riunione 3
14.30 - 18.00 Ufficio 1
19.00 - ???? Incontro di lavoro
Mercoledì
8.30 - 14.00 Ufficio 2
15.00 - 19.00 Ufficio 1
Giovedì
9.00 - 19.00 Convegno
Venerdì
8.30 - 14.00 Ufficio 2
14.30 - 18.30 Uffico 1
NdS (leggi Nota di Sol... Ahahahah!)
Il primo che mi dice flessibilità lo torturo!
Vanno, vengono...
Ad occhi aperti sogno di volare nel cielo, tuffarmi nelle nuvole.
Vagabondando sul web trovo questo e il sogno, purtroppo solo virtualmente, si materializza.
E volo ancora, con la fantasia.
"Poi carezze lusinghe abbandoni,
poi quegli occhi di verde dolcezza.
Mille e una di queste promesse.
Tu mi hai insegnato il sogno, io voglio la realtà.
E, mentre soffio a soffio le spinge lo scirocco,
sussurra un altro invito che dice devi amare".
Pedalare!
Ho sempre finito di lavorare alle 20.00.
Ieri ho visto Macth Point e mi ha perplesso alquanto.
Domani mi attendono cinque ore di pullman per lavorare in trasferta venerdì e sabato.
[Anche tutto quest'uso del verbo lavorare vedendo ben pochi denari mi perplime]
Domenica potrei cadere in letargo.
O fare una bellissima passeggiata...
Nel peggiore dei casi ci vediamo lunedì.
Aspettatemi!
Il Sole, la Mole, la Luna e il Ratto
Sperando di non violare le regole della blogeducazione vi devo formalmente raccontare che ho conosciuto due persone meravigliose.
Andavo a Milano venerdì per lavoro.
Mi sbrigo che nemmeno Flash avrebbe saputo fare di meglio e corro a Torino dove ho un altro appuntamento per il pomeriggio.
La primavera ha deciso di seguirmi e così mi trovo, per la prima volta, in una città sabauda assolata.
La più bella accoglienza: il sorriso di una bellissima ragazza (lei) che non solo mi è venuta a recuperare in stazione [che Torino pare un groviera e c'è un casino di traffico], ma mi invita anche a pranzo a casa.
E così, mentre aspettiamo che lui torni dal lavoro, scopro che è ancora più meravigliosa di quanto sembrasse da come scrive.
Mentre beviamo l'aperitivo, per il quale improvvisa una ricotta alle erbe squisita, cucina un risotto (per ricordare l'altra che manca a questa tavola!) e ricordando la storica visita a Gardaland, sua sorella e la sua vita nella blogosfera.
Arriva il sorcio lavoratore e a tavola tra risotto, patate, formaggi (accompagnati da marmellate, confetture e conserve) e vino (il cibo sarebbe bastato per dieci persone ma mi pare sia avanzato ben poco) e dolci (che li hanno mangiati tutti loro!!!).
Un pranzo eccellente, una conversazione brillante, i cd della Lalli (che, sallo, Sel che la adoro come avevi immaginato).
Padroni di casa perfetti.
Una coppia perfetta.
Diciamolo che sono due bonazzi (n.d.a.)
Mi sembrava di conoscerli da una vita!
Incontro breve che sarà difficile non ripetere ovviamente in forma allargata!
Torino, nonostante i lavori, il traffico e gli impicci olimpici non mi è mai sembrata tanto bella.
Grazie Sel, grazie Allo!
CommossaMente
In questo post QUI trovate la migliore squadra di Governo di tutte le legislature che io ricordi!
Grazie PUNTONERO!
Mi sono davvero commossa (dalle risate... Non per il Ministero)!
:)
Coccola
Mani sapienti lavano i capelli.
Il profumo dello shampoo, l'acqua tiepida che ci scorre sopra.
Dita massaggiano la cute con balsamo speziato.
Estasi.
Chiudo gli occhi per infiniti minuti.
Li riapro per spostarmi davanti a uno specchio.
Ancora un massaggio con un morbido olio ottenuto dai semi di lino.
Nemmeno il phon fa rumore.
Passa un'ora in cui vengono spazzolati e asciugati.
Con una cura che io non riservo mai loro.
E alle coccole loro rispondono.
Adoro fare la messa in piega dal parrucchiere!
OvviaMente
Sottotitolo: Fare e disfare
Mercoledì ore 23.59
"Domani sera allora stai a casa che venerdì parti presto?"
"Sì"
"Potremmo mangiare qualcosa insieme"
"Ok"
"Ci sentiamo domani"
"Ok"
Giovedì ore 16.00
SMS: "Sicuramente non possiamo far nulla, probabilmente devo finire delle cose in serata"
SMS : "Ok"
Epilogo: Adoro sapere prima l'evolversi degli eventi: avevo già puntato a mangiare dal Cinese da sola!
P.S. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti non è puramente casuale (mi fa solo sorridere!).
C'era una volta il tradimento
Dal venerdì alla domenica viene sostituita dalla zipless fuck.
Insomma, le coppie di trentenni newyorkesi (evidentemente trattasi di un fenomeno locale) sono coinvolte in quella che la rivista ha denominato la seconda rivoluzione sessuale.
Gli esperti (n.d.a. vi prego fatemeli conoscere) lo hanno battezzato "sesso omeopatico": renderebbe l'unione "flessibile" consentendole di resiste alla rottura grazie a piccole dosi di tradimento.
Ora vado lì e chiedo in merito alla flessibilità di una coppia...
Come lo misurano questo grado di flessibilità m lo devono spiegare (qui mi parlano di regole tipo "solo sopra la cintura").
Per fortuna c'è una docente di Sociologia dell famiglia, Stephanie Coonts, che sostiene come una coppia aperta debba contrattare i termini della monogamia e del tradimento quindi le vecchie corna alla fine causano meno stress.
Ora, la coppia "aperta" (mai aggettivo fu più calzante) ridurrebbe lo stress dell'unione formato finché morte non vi separi, ma aumenterebbe quella delle contrattazioni.
Ma davvero non esistono più le coppie senza corna implice o esplicite?
Ma forse non sono mai esistite?
Il tradimento che nasce solo perché inciampi nella persona giusta ma nel momento sbagliato... La persona sbagliata nel momento giusto?
Francesca da Rimini (a lato la splendida incisione di Paolo e Francesca di Gustave Doré per l'edizione di fine Ottocento de La Divina Commedia) amante per antonomasia, traditrice, lussuriosa perché leggendo di Lancillotto e Ginevra (altri due celebri cornificatori) inciampa in un bacio con Paolo.
Ora questi sfigati, beccati subito!
Per un bacio!
Ammazzati direttamente da Lanciotto (n.d.a. il cornuto)!
Costretti a turbinare per l'Eternità nel vortice dei lussuriosi!
E adesso concordano la zipless...
Ma sarà almeno retroattiva?
Almeno recuperiamo i miliardi di persone che volteggiano da secoli nel V Canto dell'Inferno di Dante!
Impero addio
Nori Sayaco ha rinunciato ai suoi titoli, ai suoi diritti di membro della famiglia imperiale.
Per amore, solo per amore (almento pare).
Non fa più parte della famiglia imperiale, ha recuperato il diritto di voto e... Una vita normale.
A 36 anni (insomma la speranza è l'ultima a morire) ha deciso di sposare un urbanista.
E dire che abbiamo il mondo pieno di Cenerentole interessate che si taglierebbero su misura il piede per calzare la mitica scarpetta.
Calzatura che consentirebbe loro di sposare il Principe Azzurro.
Di solito fanno qualunque cosa e non si limitano ai piedi.
Il principe, ora, al posto del cavallo bianco ha una zetaquattro, invece di un castello ha tre o quattro case e ha sostituito la spada con un Rolex.
Ha pure cambiato lavoro: di solito fa l'imprenditore, il calciatore, il primario o qualunque altra professione generi autoproduzione di denaro.
Il principe lo devi sposare ma vale di più col divorzio, grazie all'introduzione nella storia degli alimenti.
Ci devo riflettere... Intanto auguri Nori!
Auguri alla Principessa che ha sposato un non principe!
Protocollo d'amore
Vedova, nella sua accezione originaria, significa diventare vuota, essere mancanti di qualcosa.
Nel nostro dizionario significa perdere il coniuge.
Essere coniuge significa essere "unito con".
Nel nostro dizionario è essere unito ad un altra persona da vincoli religiosi e civili (leggi attraverso un matrimonio).
Così Adelina Parrillo non era coniuge ma è vedova.
Lei è stata invitata ma, poi, non è stata fatta entrare alla cerimonia civile di consegna delle Croci d'Onore.
Era una violazione del protocollo.
Già un anno fa si era distinta per aver fatto notificare al Ministero della Difesa un invito al risarcimento (dei danni patrimoniali e non) per la perdita del suo compagno.
Lei con Stefano Rolla mangiava tutti i giorni, dormiva tutte le notti e si svegliava ogni mattina.
Lei non era coniuge ma convivente.
Lei non era coniuge ma si amavano.
Ma violava il protocollo lo stesso.
Deve essere lo stesso di cui parlava Allodj qualche giorno fa...
Quello che non dà diritto a un convivente di sapere come sta la persona che ami.
Anche Michele Serra, oltre a questo, ci ricorda i PACS...
Ma dov'è la differenza tra questa i conviventi e gli "altri"?
Nella fede?
Intendo dire nell'anello che indica la sacralità dell'unione tra uomo e donna?
Nella carta d'identità?
In quella riga che inizia con "stato civile"?
Ma per saperlo prima, così per premunirsi, dove si può scaricare questo Protocollo d'amore?
Sabbie Immobili
Ma mica finiscono di inglobarti: sono lentissime e quando arrivi all'ultimo pezzetto ti lasciano lì, con la testa fuori.
Ora devo trovare una liana, un bastone, la radice di un albero...
Urge rivedere Indiana Jones!
Dormire, sognare...
L'orologio in camera dei miei, che suonava riproducendo la melodia del Big Ben di Londra, scandiva l'angoscia delle ore di veglia.
Il maledetto suonava ogni quarto d'ora: li contavo.
Adesso nella mia piccola tana non ci sono orologi che scandiscono le ore con i battiti, non ci sono orologi che ticchettano. Non mi addormento lo stesso ma almeno non so per quanto tempo.
Resto immobile aspettando che venga a rapirmi Morfeo.
Immancabilmente, prima o poi, arriva e mi porta non so dove.
Al mattino raramente ricordo un sogno... Forse perché raramente arrivo alla fase del sonno in cui si sogna (mi suggeriva un esperto).
Beh, vorrei ricominciare a sognare durante il sonno e, un po', anche durante la veglia.
Braccia stanche
A parte il fatto che occorra aggiornare questa pagina per poterla leggere (evento per il quale non riesco a trovare alcuna possibile spiegazione) un altro dubbio amletico si aggira tarleggiando nella mia testa.
Per i molti che avranno la risposta provo a esporlo. Sempre più spesso mi domando quale sia la sottile differenza tra 'vivere' e 'sopravvivere'.
Presumendo che la differenza tanto sottile non sia la sensazione che sempre più spesso provo è quella di essere aggrappata a una rupe per non cadere in un abisso, insomma... Per cercare di rimanere viva! In realtà più che di sopravvivenza parlerei di 'sottovivere'.
Dovendo preoccuparsi di non precipitare mi risulta sempre più difficile passare dal soddisfacimento di quelli che sono i bisogni a quelle che invece, a mio parere, sarebbero le mie esigenze. Quelle cose che appunto mi consentirebbero di 'vivere'.
Trattasi di condizione momentanea o di percezione sbagliata?
AcrosticAndo
Tutto esternamente muta per un secondo,
forse un gioco: immobile trappola.
(Ero ispirata...)
Disconnessioni mentali
Ecco oggi è uno di quei giorni in cui non avreri voluto alzarmi dal letto. Eppure c'era il sole...
Ho rotto la mia abatjour urtando il comodino mentre rifacevo il letto. Lo sapevo che dovevo restarci dentro!
Una volta in piedi volevo solo prendere la chitarra e andare a Villa Borghese.
Invece in ufficio continuano le prove per l'ibernazione dei corpi: forse vogliono farci fuori prima che scada il contratto!
Circa trenta, quarantamila morti...
Eh, già! Approssimiamo: quanta mai sarà una differenza di diecimila esseri umani?
Che freddo fa!
CompiMese
Ho conosciuto persone (quelle elencate lì nei links) di cui prima non sapevo l'esistenza. In loro ho trovato umanità, sensibilità, eleganza, umorismo. Tutto senza volgarità, senza specchietti per allodole. Che raccontavano solo la loro vita, la nostra vita...
E mi hanno fatto sorridere, e mi hanno fatto commuovere. Ringrazio Ushuaia che mi ha spiegato cosa fosse un blog... Oltre a un milione di altre cose (molte delle quali le devo ancora comprendere).
Ho visto gente che ha commentato quel che ho scritto, anche senza averlo un blog, con la speranza di aprirlo o con il timore di non sapere cosa scriverci.
Mi sono emozionata al primo commento, chiedendomi da dove mi avessero trovata.
Mi sono commossa al primo link di Allody, alla comparsa di Sidgy, alla citazione di Selenitudine, ai complimenti di ExesOfBlu...
Insomma grazie a tutti quanti passano di qui, anonimi o meno, che mi aiutano a capire quello che penso semplicemente parlandone.
Trenta giorni possono sembrare un eternità... O un attimo.
Grazie
La forma dell'opinione
Adesso la voglia di ridere mi è efiitivamente passata. Leggendo le ultime notizie oggi sui giornali e per la concretizzazione dei risultati di campagne elettorali portate avanti a colpi di spot!
I sondaggi, considerati chiacchiere inaffidabili e poco credibili, sembrano esser diventati quasi un "oracolo" da rispettare, di cui tener conto.
Avevano parlato o, se non lo avevano fatto, era per motivi di opportunità.
Così come Cassandra aveva annunciato l'evento (la sciagura) a cui nessuno aveva creduto o aveva potuto credere per disposizione divina… O forse solo per buon senso…
Dopo più di dieci anni mi devo arrendere all'evidenza: Cassandra aveva detto il vero, aveva detto come si sarebbe comportata LEI: la pubblica opinione.
Esprimendo un parere del tutto personale l'opinione pubblica è come l'acqua: liquida, limpida, trasparente, inodore e incolore.
Andrea Camilleri, proprio nel 1994 (La forma dell'acqua), scriveva:
[...] Ci si può fermare alla forma che l’acqua assume:
“Un giorno il mio amico aveva messo sull'orlo di un pozzo una ciotola, una tazza, una teiera, una scatola di latta quadrata, tutte colme d'acqua, e le osservava attentamente…Mi fece una domanda: "qual è la forma dell'acqua?"
Ma l'acqua non ha forma - dissi ridendo - piglia la forma che le viene data” .
Mi pare che, proprio come l'acqua l'opinione pubblica prenda la forma che le viene data.
Vita Virtuale
Mi sto definitivamente rassegnando al fatto che stiamo perdendo il contatto con la realtà.
Se prima questa affermazione poteva riferirsi banalmente a qualche patologia psichica, più o meno aggravata, lo ammetto: sta diventando un fenomeno di massa.
I rapporti interumani diretti si vanno assottigliando, comunichiamo con i messenger, le chat, i canali e le stanze virtuali. Teniamo i nostri diari sul Web (eccoci!), invece di andare al cinema scarichiamo o affittiamo dvd, facciamo ginnastica con la televisione in casa, se poi abbiamo la parabola vediamo quello che vogliamo con il semplice movimento del pollice sul telecomando. Si diffonde il telelavoro...
Anche se non sono così tecnologizzata mi sa che non mi sto rintanando solo io.
Ma ecco che la società dell'informazione e della tecnologia ci viene incontro! Per farci sentire meno soli ci fornisce addirittura di cuccioli virtuali, surclassando l'oramai antichissimo Tamagotchi...
Non voglio nemmeno sapere quanto costa questo cane... Ma credo più di uno vero!
Sicuramente non occorre nemmeno uscire di casa per fargli fare i bisogni...
A questo punto perché bisognerebbe uscire di casa?
Comincio seriamente a preoccuparmi...
Che la paura si nasconda dietro l'accoglienza e la comodità delle mura domestiche?
Se fosse così, la paura di che? Di vivere?
Tiburtina River
In genere, a tal ora, mi trovo a citare tutta la parte del calendario da me conosciuta perché:
1. sono stanca,
2. già penso al giorno successivo,
3. tutti i negozi sono chiusi, supermercati compresi.
Il punto 3 mi induce quasi quotidianamente a scegliere tra il digiuno penitenziale, il pezzo di pizza o il panino col kebab... Essì perché diciamolo... Via Tiburtina ne offre di scelte, anche più di quante possa o voglia permettermi.
Ma oggi no! Oggi tutti i negozi erano aperti... Ero stupefatta prima di accorgermi che c'erano cassonetti rivoltati, segatura nell'ovunque, vigili del fuoco, auto ferme in mezzo alla strada... La via Tiburtina trasformata in Tiburtina River.
La ragazza che lavora in uno di quei negozi che a Roma, per farci capire, denominiamo "Da Achille tutto a mille" mi illumina:
"Ha fatto due metri e mezzo d'acqua! E' entrata nelle grate, ha allagato il magazzino ed è uscita nel negozio...".
I commessi del supermeganegozio di elettronica sotto casa scopavano via l'acqua da dentro e spargevano segatura sul marciapiede come la neve sul presepe (che un giorno o l'altro devo andare a Betlemme a chiedere se hanno mai visto un cazzo di fiocco di neve...).
In quel momento ho capito: la ragazza di Achille e i ragazzi de "l'ottimismo è il profumo della vita" conoscono molti più giorni del calendario di quanti avessi mai immaginato... Mi hanno spiegato: non sono solo 365: in uno stesso giorno ci hanno messo più santi!
Rosso Porpora
Istigata dal post di allodj - e dai suoi riferimenti - approfitto e mi sfogo!
Sono sinceramente colpita, non è tanto la collocazione dell'intervista a un cardinale nella sezione politica (http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/politica/prodipacs/rui/rui.html) quanto i sottotitoli dello stesso articolo:
1. No ai Pacs
E vabbè, sarà la denominazion "Patto di Solidarietà Civile": il termine solidarietà richiama un che di ecclesiale... Lo richiama?
2. Il valore della famiglia
E vabbè bis, per quanto ricordassi si trattave di un'istituzione sociale. Ma è una di quelle istituzioni in cui sono sempre entrati.
3. Apertura a Rutelli
Ah, no! Già qui le idee ce le avevo confuse, già non capisco se la sinistra esiste, ha un programma, se Rutelli è di sinistra. Mi ci mancava l'apertura della porpora cardinalizia che sarà pure rossa ma io rischio un'implosione ideologica.
4. Il richiamo ai referendum
Allora lo facciamo apposta! Un momento che consulto il dizionario. Dunque: "istituto giuridico in base al quale il corpo elettorale viene chiamato a pronunciarsi direttamente, mediante votazione, su una determinata questione scegliendo fra due possibili soluzioni opposte". Allora io leggo "istituto giuridico" e "corpo elettorale", dalle mie reminescenze dantesche e machiavelliane ricordo una divisione tra un paio di poteri... Com'era la faccenda?
4. Il monito sulla Finanziaria
Comincio veramente a pensare che sono io a non aver capito un cazzo! Legge Finanziaria: "Manovra di bilancio che annualmente il Governo sottopone al Parlamento". E sarò pure fissata coi termini ma qua bilancio, Governo e Parlamento non mi fanno dubitare...
5. Il caro petrolio
Sono io, sono io... Sicuramente si tratta di un'economista! Devo leggere meglio la biografia... Oppure sarà preoccupato per il consumo delle auto vaticane, suggerisco un diesel.
6. In difesa del Governatore
Il Governatore è cattolico... Li difendesse tutti così. Pure qui sulle intercettazioni. Pure qui sull'economia.
7. La Chiesa e le elezioni
No, dice che non si schierano. Perché si sono mai schierati... Mannaggia che confusione! Cito:"A scanso di equivoci ha anzi ricordato che i vescovi non difendono gli interessi dei cattolici ma il bene dell'uomo". E il Papa? E i cardinali? E i preti? Che difendono??
8. La riforma della giustizia
Altro campo d'interesse! Quest'uomo è sorprendente! Vabbè ter... Si limita ad auspicare la "concordia tra le varie istituzioni"... Ma com'era la divisione tra l'esecutivo, il legislativo e il giudiziario?
9. La minaccia terroristica
Non ce la posso fare: "[...]si susseguono infatti senza sosta le stragi, che colpiscono soprattutto la popolazione civile, oltre alle forze armate irachene che si vanno costituendo arrivando a massacrare bambini e uomini in preghiera"... I morti ammazzati che non stavano pregando dove sarebbero finiti?
Sarò ripetitiva ma mi sto veramente convincendo che sono io a non capire un cazzo: devo ricominciare dall'inizio... Oppure è veramente la fine!
ImPrecariato
I conti non tornano.
Dal lunedì al giovedì riesco a fare due terzi del lavoro che avevo programmato di fare.
E così non esistono più i festivi.
Certo con quattro contratti a progetto e uno di consulenza che altro volevo?
Il venerdì e il sabato mi faccio dieci ore di pullman (cinque per andare ed altrettante per tornare) e una notte fuori per cinque ore di lavoro in culo alla luna.
La domenica la passo cercando di capire cosa cazzo ho fatto la settimana trascorsa e organizzando quella che arriva.
Il giorno scambiato con la notte.
Nel frattempo mi capita di chiedermi se ho un compagno.
Forse ho un amante... Forse ho un amico 'speciale'...
Ma una cazzo di vita un po' meno precaria no?
Eppur ci fui
Ci sono... Nonostante tutto ci sono!
Sto lavorando in trasferta affrontando ore di pullman per raggiungere posti irraggiungibili.
Devo solo riuscire a tornare a casa per scrivere quel che vorrei dire...
Ancora un po' di pazienza... (per me molta!).
SolaMente
Essere soli è diventata una malattia vergognosa.
Perché tutti fuggono la solitudine?
Perché obbliga a pensare.
Ai nostri giorni, Cartesio non scriverebbe più: "Penso dunque sono". Direbbe: "Sono solo dunque penso".
Nessuno vuole la solitudine, perché lascia troppo tempo per riflettere. Ora, più si pensa, più si è intelligenti, più si è tristi.
(Frédéric Beigbeder, L'amore dura tre anni)
Decisamente una strana bestia la solitudine, crea una sorta di dipendenza: ci si abitua e si diventa come un orso in letargo nella propria anima.
A volte succede qualcosa, incontri qualcuno e credi di non essere più solo.
Credi... Perché in realtà sei sempre solo.
Nel momento in cui credi di non esserlo, quando ti trovi da solo ti senti come se ti avessero amputato un pezzo.
E' come una ricaduta e le ricadute, com'è noto, sono peggio della prima infezione.
Non so se si possa definire malattia ma, se lo fosse, sarebbe come la mononucleosi: sviluppa degli anticorpi temporanei che dopo un po' svaniscono e puoi contrarla di nuovo.
Molta gente la teme o non è semplicemente in grado di stare da sola. Molta gente la anela e la difende temendo che i rapporti interumani possano intaccarla.
Però poche certezze ci sono: se non si sta bene da soli non si può star bene con nessun altro essere umano. Se non si vuol bene a se stessi non si può amare nessuno.
Vade retro autobus!
I contrari si esprimono con l'istituzionale obiezione dai vari rappresentanti ecclesiastici, attraverso l'appoggio a un gruppo a sostegno dell'esistenza di Dio e articoli che non solo definiscono l'iniziativa "inutile e di cattivo gusto" ma la vedono come un'espediente dell'UAAR per ottenere visibilità e pubblicità gratuita.
I sostenitori e i simpatizzanti non mancano di fantasia e, tra i tanti, spicca un sonetto intitolato "Autobus senza Dio" pubblicato su Aprile on line in cui viene data la immaginariamente la parola al Cardinal Angelo Bagnasco presidente della C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana) considerato il motivo per cui si sia scelta Genova come città di lancio della discussa campagna.
Il viaggio di una frase
L'idea è approdata in Italia dopo essersi già diffusa nel vecchio e nel nuovo continente.
Anche in questi casi si sono sollevate polemiche e discussioni che, tuttavia, hanno portato a risvolti molto diversi da quelli cui stiamo assistendo.
Gli atei inglesi hanno promosso la campagna per le strade della Capitale con la frase “There’s probabily no God. Not stop warrying and enjoy your life” (Probabilmente Dio non c´è. Adesso smettila di preoccuparti e goditi la vita). Il successo dell'iniziativa ha permesso di raccogliere, attraverso le donazioni, una somma tale da permetterne la diffusione su tutti i mezzi pubblici del territorio nazionale.
Nel Regno Unito la protesta si è espressa attraverso l'associazione “Christian Voice” adducendo come motivazione la violazione della "veridicità" della frase presentata come "dato di fatto" che, in quanto tale deve essere provato.
Il principale promotore, il professor Dawkins, a nome della British Humanist Association, si è dichiarato disposto a collaborare nel caso in cui le Autorità decidessero di aprire un'inchiesta.
Inoltre, la Chiesa Anglicana ha ringraziato l'associazione degli umanisti britannici "il cui interesse per il trascendente è motivo di meditazione per tutti sul significato della vita".
L'Unione atei e liberi pensatori lo stesso slogan: “Probablemente Dios no existe. Deja de preocuparte y disfruta la vida”.
Decisamente pittoresco il caso di Madrid. Il giorno di Natale, nel periodo in cui l'Associazione degli atei stava trattando per l'acquisto degli spazi di pubblicazione sui mezzi pubblici, su un' autolinea interurbana si leggeva "Dio esiste. Godi della vita in Cristo". Lo spazio è stato acquistato coi fondi di 60 credenti di una piccola chiesa evangelica.
Approdata negli Stati Uniti d'America lo slogan diventa un gioco di parole: “Why believe in a god? Just be good for goodness sake” (Perché credere in un dio? Solo per essere buoni per amor di Dio).
Più concrete le risposte organizzate delle associazioni di credenti: si risponde a colpi di slogan.
Nel Maryland il Center for Family Development ha scelto “Why Believe? Because I created you and I love you, for goodness’ sake - God>” (Perché credere? Perchè ti ho creato e ti amo per amor di Dio - Dio).
Ma gli USA non finiranno mai di stupirci. Chi ha detto che si parla solo del Dio di Abramo? Ed ecco che compaiono gli ingegniosi protagonisti dell’associazione American Muslism che sulle strade della Florida hanno promosso lo slogan: “Islam: The Message of Abraham, Moses, Jesus and Muhammad” (Islam: il messaggio di Abramo, Mosè, Gesù e Maometto).
Una questione tutta italiana
Tornando nel Bel Paese, istituzionalmente abbiamo due soggetti in gioco: la concessionaria degli spazi pubblicitari sui mezzi pubblici del capoluogo ligure, il Comune di Genovae l'acquirente che quello spazio lo avrebbe regolarmente acquistato. La Chiesa colloca trasversalmente il suo parere generando azioni e reazioni di varia natura.
Perché no: le motivazioni della concessionaria
Fabrizio Duchene, l'amministratore delegato della IGPDEcaux, la concessionaria della pubblicità sui mezzi di trasporto pubblici di Genova ha rilasciato al Corriere della sera una dichiarazione in merito al rifiuto a concedere lo spazio all'UAAR.
La motivazione è meramente burocratica e rimanda al codice di autodisciplina della comunicazione commerciale dello I.A.P.(Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria). L'articolo 10 stabilisce come "La comunicazione commerciale non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose dei cittadini. Essa deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni".
A coloro che obiettano che il messaggio non si possa definire commerciale risponde citando l'articolo 46 del codice che si riferisce alla comunicazione sociale, all'interno della quale si collocherebbe l'iniziativa, e recita:"È soggetto alle norme del presente Codice qualunque messaggio volto a sensibilizzare il pubblico su temi di interesse sociale, anche specifici, o che sollecita, direttamente o indirettamente, il volontario apporto di contribuzioni di qualsiasi natura, finalizzate al raggiungimento di obiettivi di carattere sociale".
Cos'ha di più un reggiseno? Il comunicato stampa dell'UAAR
Se le giustificazioni al ripensamento procedono per vie ufficiali, allo stesso modo si richiedono dei chiarimenti.
Raffaele Cercano, segretario generale dell'UAAR, risponde con un comunicato stampa sul sito dell'associazione: “Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste. Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla IGP vorremmo chiedere se dicessero davvero di no a uno slogan che sostiene che Dio esiste. Campagne simili sono state lanciate a Londra, a Barcellona, a Washington. Ovunque hanno scatenato ovvie polemiche, ma a Genova le autorità cittadine si sono spese pubblicamente a difesa della democrazia, della laicità e della libertà di espressione. Per questo l’Uaar chiede al Comune di Genova di intervenire per la revoca dell’incarico alla IGP Decaux. Intanto, i nostri legali stanno valutando la faccenda e a breve decideremo che cosa fare mentre la campagna di sottoscrizione, che ha già raccolto 13mila euro, continua”.
Libertà di espressione e censura: Genova riflette
Dopo il comunicato stampa, gli organi istituzionali di Genova si sono trovati di fronte alla difficile necessità di prendere una posizione e di fornire una risposta "politica". Come nella migliore delle tradizioni la strategia è "prendere tempo" per considerare tutti gli elementi in gioco.
Il Comune ci sta pensando e precisa che non è stata attuata nessuna censura. Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, dichiara su La Repubblica: «Questa è una città che sta facendo parlare l´Italia interna per le posizioni di libertà assunte da Fabrizio De Andrè. La campagna, secondo me, è un invito a riflettere e naturalmente esprime un punto di vista, non mi pare faccia proselitismo perché tutti diventino atei».
Il presiidente dell'A.M.T. (Azienda Mobilità e Trasporti di Genova) aggiunge: «Stiamo esaminando la cosa, ma l´azienda non può fare interventi censori a meno che non si tratti di oscenità o pornografia. Per poter bloccare la campagna, insomma, dovremo avere motivazioni ineccepibili. Si può discettare sul buono o cattivo gusto dell´iniziativa, ma non c'è alcun elemento per bloccarla».
Xmas Blues
Passeggio lungo la strada e vedo persone che scelgono regali.
Mi assale un ricordo di tredici anni fa.
Stessa sensazione.
Anche allora passeggiavo lungo la strada da sola.
Coppie che passeggiano sottobraccio.
Una ragazza che sceglie accuratamente il primo regalo da fargli.
Sorrido, per questo mi piace il Natale.
Gli altri ricambiano il sorriso.
Prima o poi permetterò a qualcuno di camminarmi a fianco.
Forse mi fiderò abbastanza da farmi condurre sottobraccio.
Ma non questo Natale.
Non ancora.
So di non sentire
Ignoro lo scorrere del tempo.
Non mi accorgo che passano le ore, che finiscono i giorni, che scivolano gli anni.
Ho alzato la soglia del dolore fisico a livelli sconosciuti.
Mi accorgo di un taglio solo quando una goccia di sangue cade nel lavandino.
Il cielo. Lo guardavo sempre.
Ora difficilmente mi accorgo se è coperto o sereno.
Non ricordo quando ho paura. Non so da quando non accade.
Se ho paura non è per me ma per qualcun altro.
Che succeda qualcosa a qualcuno cui sono affezionata... Ma non a me,
Posso temere di far male a qualcuno, di impazzire e produrre danno agli altri.
Ma non di farne a me.
Gestisco il dolore emotivo come non si dovrebbe, come ho predicato che non si fa.
Eppure ho instaurato un meccanismo che non mi permette più di intervenire.
E' collegato al "sistema di controllo delle emozioni".
Si tratta di una rete tessuta per anni, fitta fitta, costruita ed intrecciata in modo tale che per sbrogliarla ci vorrebbe il doppio del tempo messo a tesserla.
Me ne accorgo e mi metto lì punto i piedi per sbloccare la leva del dolore emotivo ma è bloccata.
Con fatica arrivo al "sistema gestione emozioni".
Mi stupisco di quello che ho fatto. Tutto quello che non si dovrebbe.
Non capisco se sta cedendo o se si è solo aperta una piccola falla.
Sono consapevole che se si dovesse rompere, se fuoriuscisse tutto quanto sta trattenendo, non saprei cosa accadrebbe.
Vorrei tagliarla, strapparla.
Ho intrappolato la mia vita e non so come tirarla fuori.
Previsioni per domani
Dissimulo cercando conforto nelle stelle.
Non ho potuto resistere, devo condividere con voi il mio oroscopo di domani:
"Avrai spirito di iniziativa e le tue idee saranno supportate dal consenso di chi ti circonda nel lavoro.
In ambito affettivo, avrai un abbattimento, ti sentirai amareggiata e ti sentirai molto sola. Un consiglio: reagisci con forza".
Ci sono tre possibilità:
a) è una cavolatal;
b) domani sarà una pessima giornata;
c) a previsione va di parecchio indietro.
Vi saprò dire.
Pain
Fa male sempre.
Provoca dolore chiudere una storia.
Data la superbia con cui affermavi che non sarebbe durata.
Che poteva finire in ogni momento.
Soprattutto se, nonostante la durata,
è stata la più intensa degli ultimi quattro anni.
Fa male se finisce perché si sta troppo bene insieme e non si è autorizzati.
Si dicono cose che non si devono dire,
si provano cose che non si devono sentire.
E ti ritrovi sola nel letto domandandoti cos'è quella fitta al petto e quel liquido che esce dagli occhi.
Un vago ricordo si affaccia alla mente.
Non dovevo provarlo più questo dolore.
Passa.
Domani passerà.
Non ci sarà più più.
Solo oggi farà un po' male respirare.
Sei sopravvissuta quando ti è passato sopra un treno,
cosa vuoi che siano ora un paio di gambe rotte?
Spaccatemi il torace e togliete quest'oppressione.
Fa soffrire vivere.
La sofferenza è parte della vita.
Dove cazzo è l'altra parte?
Ma che freddo fa
Ho trascorso il finesettimana incartata in un plaid di pile.
Pigramente facendo le pulizie.
Scrivendo pensieri.
Guardando cartoni animati.
Decisamente sta tornando l'inverno.
La singletudine porta all'inorsacchiamento.
E' dura la lotta contro il letargo!
Al dolce abbandono all'ignavia, al non pensiero.
Riarmarsi e ripartire.
La voglio vedere la vita quest'inverno. Quello scorso l'ho perduto.
Rincoglionita dal nulla non ho visto. Non guardavo.
Voglio vederla, aiutatemi: mostratemi la vita!
To be continued
- Adoro i tuoi racconti.
- Mi fa piacere.
- Hai scritto il nostro?
- ... Il nostro...
- Voglio leggerlo. Voglio che tu lo scriva.
- Vorresti che...
- Voglio leggerlo con i tuoi occhi, con la tua mente.
- Vorresti sapere...
- Non ho usato il condizionale. Voglio sapere leggendoti.
- ...
- Puoi lasciarlo aperto.
- Aperto?
- Senza il finale.
- Dovrei scrivere una storia senza il finale.
- Devi scrivere la nostra storia.
- Senza chiuderla?
- Ti eviterà di comporre un sequel.
- ... Sequel?
- Non dovrai ucciderci per farci rinascere: ti basterà continuare a scrivere.
Single dinner
Questa è una monoporzione ricevuta in omaggio.
DOVEVO farvela vedere!
Lessi Leggo
StazioneTiburtina.
Il termometro segna 0 (zero).
Mi stropiccio gli occhi: era proprio quello tondo, tondo!
Cerco di staccare le mani che per il gelo si sono appiccicate all'umor vitreo dell'occhione.
Muovendo le dita comme Freddie Krueger (o Eddie Mani di Forbice o Forcibe, non ricordo) afferro il giornale gratuito in distribuzione.
Mi cade l'occhione congelato sull'oroscopo.
"Venere sarà la vostra potente alleata, per aiutarvi a trovare in voi le parole più convincenti e le parole più sensuali, per fare l'ultimo assalto a chi state assediando da tempo. Certamente vi cadrà tra le braccia".
Rimetto l'occhione nell'orbita, getto il giornale nel cestino della fermata del bus, sussurrando "Ma vaffxxxxxo!".
"Probabilmente erano quelle le due parole convincenti e sensuali", penso mentre entro nella panetteria dove ho adocchiato il più cioccolatoso dolcetto ultracalorico presente.
Ali nuove
Spero vivamente abbiate notato il cambio d'abito della partitura.
Il coraggio di fare la mossa me lo ha dato lei (per ora ho fatto un click a rischio di infarto ma non sottovaluterei il fatto che possa ulteriormente cambiare).
Commenti, suggerimenti e impressioni sono ben accette.
Soprattutto perché di template ne capisco ben poco.
Non è bello e personalizzato come il tuo o il tuo; non dice cose argute come il tuo.
Però, a me, va bene lo stesso.
Per ora non mi accorgo di sostanziali mancanze quindi, se ne notate, vi sarò grata delle segnalazioni.
L'unica cosa che non potete dire è che non vi piacciono le farfalle, perché su quello non si discute.
Ma vogliamo mettere la farfalla col faro?
CitAzione
E cioè l'uomo si innamora, Dio no."
[Arrigo Cipriani - Anch'io ti amo]
Forma e Sostanza
S: "Scusi ma che tipo di Governo ha l'Italia?"
X: "Tipo nel senso di forma?"
S: "Ecco, che Forma di Governo?"
X: "Ovale"
S guarda X con aria perplessa e resta muta.
X: "No, ha ragione: semicircolare!"
S: "E la Forma di Stato sarebbe 'a stivale'?"
X: "Beh, questo lo sanno tutti!"
LentaMente
Il colpo è stato duro ma mi sto riassestando, grazie per gli abbracci e per l'affetto.
Presto scriverò qualcosa di sensato, promesso!
Intanto ho dato un segno di vita...
Ricordando Te
Due occhi scuri enormi per quel visetto piccino e quel corpo così esile.
Occhi che hanno sempre sorriso.
Ho cominciato con te il lavoro che faccio.
Nove anni fa, più o meno.
Hai combattuto contro tutto e tutti.
Avevi sempre ragione tu e hai vinto tutte le battaglie.
Eri sempre la più forte.
Con una fatica enorme hai ottenuto il lavoro che sognavi.
Con a fianco il compagno che amavi e, a coronamento, il bellissimo bambino che desideravi da sempre.
Tutto quello che rende felici.
Ci sei riuscita.
Felice!
Oggi quel maledetto tumore ti ha portato via.
Dopo due anni di lotta, senza mai una tregua.
Lo odio. Non puoi immaginare quanto l'abbia odiato.
Mi resta il tuo ricordo.
Insieme ai tuoi occhi, gli stessi che ha tuo figlio.
Mi manchi e mi mancherai.
Con tutto l'affetto che tu conosci ti bacio.
Addio.