A parte il fatto che occorra aggiornare questa pagina per poterla leggere (evento per il quale non riesco a trovare alcuna possibile spiegazione) un altro dubbio amletico si aggira tarleggiando nella mia testa.
Per i molti che avranno la risposta provo a esporlo. Sempre più spesso mi domando quale sia la sottile differenza tra 'vivere' e 'sopravvivere'.
Presumendo che la differenza tanto sottile non sia la sensazione che sempre più spesso provo è quella di essere aggrappata a una rupe per non cadere in un abisso, insomma... Per cercare di rimanere viva! In realtà più che di sopravvivenza parlerei di 'sottovivere'.
Dovendo preoccuparsi di non precipitare mi risulta sempre più difficile passare dal soddisfacimento di quelli che sono i bisogni a quelle che invece, a mio parere, sarebbero le mie esigenze. Quelle cose che appunto mi consentirebbero di 'vivere'.
Trattasi di condizione momentanea o di percezione sbagliata?
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lunedì 29 novembre 1999
Braccia stanche
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Dipende. Hai una famiglia benestante alle spalle che ti mantiene e da cui potrai ereditare abbastanza da non avere preoccupazioni future?
RispondiEliminaIn caso contrario, trattasi di condizione permanente (e deprimente, of course), comune a buona parte del genere umano, me compresa. Temo.
Ehm... Una ventata d'ottimismo anche per te, vedo, mit!
RispondiEliminaSul vivere e sopravvivere mi astengo... per quanto riguarda il problema del reload, se ti va, mandami l'invito per accedere al tuo blog così riesco a vedere se con una botta di culo trovo dove è il problema.
RispondiEliminaGrazie sel sei un tesoro... Veramente ora a me con Mozilla non lo fa più ma provvedo subito! Baci...
RispondiEliminaE' vero! Adesso non lo fa più... lascia stare, forse ci ha pensato Splinder!
RispondiEliminaio ho mozzilla e continua a farlo ! :(
RispondiEliminama hai provato a chiedere a splinder come ti avevo consigliato?
sono molto svelti normalmente a rispondere...
e poi ovviamente c'è la mitica sel... nostra signora del template! :)
Sissì ho scritto ma non mi hanno risposto. Ora a me su firefox non lo faceva... Adesso mi inselenitudino inginocchiandomi alla signora dei template!
RispondiEliminaAccidenti, tutti con browser alternativi? Ragazze, vi amo!
RispondiEliminaIl problema non è Mozilla o Firefox, di questo son sicura...
RispondiEliminaIl tuo blog pare debba ricordarsi chi è passato, prima di far leggere il corpo del testo. Se hai già linkato, allora ok, te lo dà subito, se ti connetti, apri e linki, non ti riconosce subito e non te lo fa leggere... non so se si capisce cosa intendo... e dovresti fare un po' di prove per capire se ho intuito giusto o se sto sparando fregnacce!
Grazie selz del tuo tempo e del tuo interesse. Lascio la licenza con gli altri bottoni in basso a destra... Vediamo che accade! Baci.
RispondiEliminaper me il problema è il preoccuparsi di non doversi preoccupare, più che di precipitare. contorto, vero? provo a spiegarmi.
RispondiEliminail problema non è la sopravvivenza, ma la qualità della stessa. al primo gradino quindi già ci siamo: viviamo.
ora ci fa gola il secondo: vivere senza preoccupazioni di non vivere più. questo diventa essenziale, una volta che si è sicuri di essere vivi.
poi si aspira al terzo: ok, vivo e so che continuerò a farlo, ma voglio vivere bene, almeno benino... allora il problema diventa la qualità della vita e scatta la preoccupazione di soddisfare le esigenze, perchè i bisogni sono già aquisiti. siamo al terzo stadio, quello che ci si aspetta di aver raggiunto ad una certa età (non i 50 anni, per intenderci, diciamo i 30?).
senza continuare con la scala, il punto è che ogni passaggio richiede (richiede!) una crisi; non è una brutta parola, come sai: la crisi in sè è positiva, sempre e comunque, ma non sempre è positivo come se ne esce.
non posso e non voglio dirti io come farlo, ma solo suggerirti di esplorarne in pieno le possibilità, anche quelle meno facili (non difficili), anche quelle che comportano grossi cambiamenti, magari anche nel modo in cui ci si è visti finora.
è una sfida a sè stessi, ma la si deve vincere. perchè le crisi richiedono sempre delle riorganizzazioni e -visto che sono inevitabili- tanto vale "godersele" e sfruttarle in pieno.
ho finito.
perdona il pistolotto filosofico.
un bacio