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lunedì 29 novembre 1999

Cronaca narrata da un disco rotto

Alle 7.20 esco.
C'è il sole e lo stupore mi coglie.
L'ora solare, eccola qual è!
Le 7.00 del mattino.
Ancora maggior stupore non incontrare traffico nel tratto che percorro in autobus (uscendo dalla mitica linea blu della metro) per raggiungere l'ufficio.
Perplessa - e abbastanza rincoglionita da farmi venire il dubbio - chiedo l'ora al barista mentre mi prepara il caffè.
Conferma: sono sintonizzata sull'ora della capitale.
La famosa ottobrata romana che volge al termine: una giornata magnifica. Piena di sole.
Il musetto si china sulla scrivania e ivi resta per alcune ore.
Pausa pranzo, sigaretta.
Gli occhioni tornano sul monitor e se ne staccano alle 18.00.
Uscita.
Porca miseria!
Stupore di nuovo: è buio!
Eccola la fregatura. Mi ricordavo che aveva delle controindicazioni.
No, non me ne ero accorta ieri: non uscivo di casa da venerdì.
Da quando ero uscita dall'ufficio.
Volevo far passare il raffreddore e mi sono impigrottita a casa.
Raggiungo la metropolitana alle 18.30.
Al solito passo una quarantina di minuti sottoterra.
Leggo fermate che mi ricordano la magnificenza della mia città: San Paolo, Piramide, Circo Massimo, Colosseo...
Quando le fermate prendono nomi molto meno magnificenti ci avviciniamo a casa mia.
Scendo dal vagone e salgo tre rampe di scale.
Esco dalla fermata.
Non vedo un cavolo! E' notte.

Arrivo a casa.
Mi lavo.
Mangio.
Leggo i post dei miei blogger preferiti.
Lascio qualche commento.
Decido di scrivere.

Mi trovo alla fine del  post e mi accorgo che non ho niente da dire.
Ultimamente ripeto, in forma diversa, le stesse cose.
La stessa cosa.

Rileggo e rifletto un po'.
Passo tre ore della giornata per andare e tornare dall'ufficio.
Ivi ne trascorro altre nove (otto più una di pausa pranzo).
Dodici ore.
Sette ne dormo (più spesso sei, ma non conta ora).
Diciannove.
Un'ora per prepararmi quando mi alzo.
Venti.
Restano quattro ore.
Quelle che mi fanno rodere il culo.
Quelle in cui riesco a non fare nulla.

No, non solo quelle quattro ore.
Ho l'intero sabato e tutta la domenica.
Occorre non sottovalutare la straordinaria capacità che ho di chiudermi a casa.
Di non uscire.
Esco in quei giorni solo quando il week end lavoro.

Ricordate i vecchi dischi in vinile?
E i giradisci, quelli col braccino e la puntina.
Il disco si è rotto e si ripete sempre la stessa frase musicale.
Insopportabile.
Guai ad abituarcisi.
Ricordate...
All work and no play makes Jack a dull boy.

                                      All work and no play makes Jack a dull boy.

All work and no play makes Jack a dull boy.

                                      All work and no play makes Jack a dull boy.


Dico sempre che voglio rompere quel disco.
Non lo faccio mai.
Non sollevo neanche la puntina.
Mi sono abituata.
No, non è solo questo!
Ho paura.
Non so se più del silenzio o di sentire il resto della canzone.
Opterei per la seconda, conoscendomi.
Non perché tema le novità.
Ho paura che sul mio disco non sia inciso il resto della canzone.

Nota di Sol: Volevo scrivere il solito post di cronaca in cui non dicevo un cazzo, magari era noioso, innoquo ma non triste. Quello che ho scritto mi si è modificato tra le dita, tra i tasti di un Notebook. Resta così: un post con due volti, non opposti come sembra.

22 commenti:

  1. ecco! lo sapevo! hai letto i tuoi blogger *preferiti* e hai lasciato *commenti*...
    da me NULLA!!! ergo presumo di non essere tra i preferiti!!!
    ;-P

    PS: weekend (mio) chiuso in porto per riparazioni! e qui niente sole! freddo e vento questa domenica!

    PPS: hai ragione sul sole romano! oggi non sembrava nemmeno di essere a ottobre, pareva piu' un aprile inoltrato!

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  2. Exes vedi che ti sbagli? Sono passata, ti ho letto e ho commentato in ritardo a causa dei problemi di visualizzazione di cui ti ho parlato.

    L'ottobrata romana è splendida.

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  3. Sol stavo scherzando!
    cmq ancora non riesco a capire perchè tu abbia ’sti problemi di visualizzazione del mio blogghetto.
    Sarai mica una tifosa della Lazio?

    Exes

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  4. aaahhhh...meno male!
    pensavo che nel caso fossi stata *lazziale* il lampeggiamento degli ads sarebbe stata una giusta punizione!

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  5. Exes lasciamo perdere quel lampeggiamento!
    Ssmaland contaci! Pub, partita ed estetista!

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  6. leva il disco, e canta a squarciagola...lo so che hai tutto un repertorio straordinario
    ; )

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  7. Un disco non si può rompere. Un disco si ascolta o non si ascolta. E' come un libro: non si può stracciare, ma si legge o non si legge. Aparte queste cazzate devo dire bel post.

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  8. Ssmaland sempre io sono!

    Anotherday grazie a te. Sarà che a me la notte non passa mai: non so riposare.

    Rosa grazie tesoro! Sarà che mi viene in mente De André...

    Fai un po' il coro su De Andreé Allo...

    Oce sei pessimo! Pensi di avere tutta codesta influenza? Vai a Halloweenizzarti, vai!

    Elucubra erano così fragili i dischi in vinile... Grazie!

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  9. Quanti pezzi di ricambio
    quante meraviglie
    quanti articoli di scambio
    quante belle figlie da sposar
    e quante belle valvole e pistoni
    fegati e polmoni
    e quante belle biglie a rotolar
    e quante belle triglie nel mar

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  10. quando metto "walking the wild side" il mondo torna, generalmente, a sorridermi!
    prova e poi mi sai dire.
    du-dudu-dudu-du-du-dudu...

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  11. vai Allo, ne ho un'altra:

    nananannannannannanà
    nananannannannannanà
    nananannannannannanà
    nananannannannannanà

    (All'ombra dell'ultimo sole....)

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  12. la chiamavano bocca di rosa metteva l'amore metteva l'amore,
    la chiamavano bocca di rosa metteva l'amore sopra ogni cosa...

    spero, in due righe, di non aver distrutto questa canzone!

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  13. Ehi! Qui si canta!
    trullala trullalla trullalà
    questo è il valzer del moscerino....

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  14. Sol...oltre mille letture per la patatina! Non ti fa sorridere?

    Exes!

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  15. Sol, quando si è in periodi come questo, c'è solo un modo per uscirne: una botta di novità. Stravolgi le abitudini (almeno quelle che puoi, nel tempo libero). Prova a fare cose che normalmente non fai. Può essere terribilmente appagante e farti sentire "viva", per così dire.

    AD

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  16. Va beh, diciamo che ho riletto il post una seconda volta.
    Sembra che tu stessa non riesca a decidere se le 4 ore di vita residua sono troppe, o troppo poche.
    Secondo me sono vere entrambe le visioni: 4 ore sono troppe se devono essere riempite in uno stato di stanchezza dovuto alle precedenti 13.
    4 ore sono troppo poche per poter seguire qualsiasi altra attività veramente appagante.
    Quando ci si trova in simili situazioni di stallo, non credo che ci siano significativi ritocchi alla vita che possano in qualche modo migliorarla. Sono radicale e credo che occorra una completa ristrutturazione... ma forse è una deformazione professionale.

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  17. Capita Sol, capitano periodi in cui il buio che ci circonda non è esclusivamente quello del giorno che muore.
    Bisogna lasciarsi vivere e attendere che passi la nuttata. Ti assicuro che passa, ci vuol solo pazienza, tanta pazienza

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  18. Sol, quando ti accorgi che ti riprometti di fare una cosa da "troppo" tempo allora è veramente tardi. ;)

    AD

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  19. Forse è il caso di abbandonare i vecchi vinili e sfoggiare un pod colorato & supergiovane, che ne dici?
    .-)

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  20. Farfallina, non importa che musica ascolti, ma non ascoltarla mai da sola...piuttosto buttati via, che poi non è mai per caso
    Un bacio

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  21. ...aggiornato la playlist, baby?
    .-)

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